Prof. Alfredo Borriello
Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva
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4 settembre 2026

Mastoplastica additiva: ecco cosa devi sapere prima della visita

Le domande che mi fanno più spesso in studio, con risposte chiare: come funziona, dove sarà la cicatrice, quanto dura il recupero e che risultato aspettarsi davvero. La guida del Prof. Alfredo Borriello.

Ti stai informando sulla mastoplastica additiva e trovi risposte diverse ovunque. È normale: se ne parla tanto, e spesso male. Qui trovi le domande che le pazienti mi fanno davvero in studio, con le risposte in ordine e senza giri di parole.

In oltre 35 anni di attività come chirurgo plastico ho visto una cosa ripetersi sempre: chi arriva informata è più serena, partecipa alle scelte e vive molto meglio le settimane dopo l'intervento. Partiamo.

In breve: l'intervento dura 1-2 ore, in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione, e in day-hospital (si torna a casa la sera stessa). Si riprende la vita di tutti i giorni in 3-5 giorni, l'ufficio tra il terzo e il settimo giorno, lo sport dalle 4 settimane. Il reggiseno contenitivo si porta 4-6 settimane. Il volume si vede subito, la forma definitiva arriva tra 3 e 6 mesi.

Che cos'è la mastoplastica additiva?

È l'intervento che aumenta il volume del seno inserendo una protesi dietro la ghiandola o dietro il muscolo pettorale. È uno degli interventi estetici più richiesti al mondo e, in Italia, anche uno dei più controllati.

L'obiettivo però non è «avere un seno più grande». È avere un volume proporzionato al torace, alle spalle e ai fianchi, con una forma naturale. Per questo la scelta non parte mai da una taglia, ma dalle misure del tuo torace: larghezza della base del seno, distanza tra le mammelle, spessore dei tessuti, posizione del capezzolo.

A chi è indicata?

Le situazioni più frequenti sono quattro: un seno poco sviluppato, una perdita di volume dopo gravidanze, allattamento o dimagrimento, una asimmetria evidente tra i due seni, oppure semplicemente il desiderio di un migliore equilibrio della silhouette.

Attenzione a un punto che cambia tutto: se al calo di volume si associa una discesa del seno (ptosi), la sola protesi non basta e anzi accentuerebbe la caduta. In quel caso serve rimodellare anche ghiandola e pelle, cioè una mastopessi con protesi. Capire in quale dei due casi ti trovi è la parte più importante della visita.

Quando invece è meglio aspettare?

Ci sono condizioni in cui la risposta giusta è «non ora»: gravidanza o allattamento in corso, un nodulo o un dubbio mammario non ancora studiato con ecografia o mammografia, malattie autoimmuni in fase attiva e, non ultimo, aspettative non realistiche.

C'è poi un limite di legge: la legge 86 del 2012 vieta le protesi a fini estetici alle minorenni, salvo gravi malformazioni congenite certificate. Dire «non ancora» fa parte del lavoro del chirurgo tanto quanto operare.

Come sono fatte le protesi? Sono sicure?

Le protesi di oggi hanno un involucro in silicone e un riempimento in gel coesivo: un gel che mantiene la propria forma e non si disperde nei tessuti nemmeno se l'involucro si lesiona.

Sono dispositivi medici certificati secondo standard europei rigorosi. Riceverai un documento con marca, modello e numero di serie da conservare, insieme a una scheda informativa prevista per legge.

In più, in Italia c'è una tutela che poche pazienti conoscono: dal febbraio 2023 ogni impianto e ogni rimozione vengono registrati nel Registro nazionale degli impianti protesici mammari del Ministero della Salute, entro tre giorni dall'intervento.

Meglio protesi rotonde o anatomiche?

Le rotonde distribuiscono il volume in modo uniforme e danno un décolleté più pieno, con un leggero effetto push-up. Sono le più usate: essendo simmetriche, mantengono la stessa forma anche se ruotano nella tasca.

Le anatomiche (a goccia) concentrano il volume nel polo inferiore e riproducono più fedelmente il profilo naturale della mammella. Sono preziose nei seni molto svuotati e nella ricostruzione mammaria.

La verità è che a decidere l'aspetto naturale, molto più della forma, sono altri due parametri: la larghezza della base e il profilo della protesi. È il cuore della scelta ed è la parte di lavoro che si fa in consulenza, prendendo le misure. Esiste infine il lipofilling, l'aumento con il tuo stesso grasso: indicato per incrementi contenuti, circa una taglia.

Dove sarà la cicatrice?

Le vie d'accesso sono tre. Il solco sottomammario è la più usata: la cicatrice è lunga pochi centimetri e si nasconde nella piega naturale sotto il seno. È anche quella che offre il controllo più preciso sulla tasca che ospiterà la protesi.

La via periareolare segue il bordo inferiore dell'areola, dove il cambio di colore maschera bene il segno. È utile soprattutto quando va corretta anche la posizione dell'areola.

La via ascellare non lascia alcun segno sul seno, ma è meno versatile e non è adatta a tutti i casi. In ogni caso, la cicatrice matura nei mesi successivi: diventa progressivamente più sottile e chiara.

Protesi sopra o sotto il muscolo?

Sopra il muscolo (piano sottoghiandolare) il risultato è più proiettato e il post-operatorio meno fastidioso, ma servono tessuti di copertura sufficienti.

Sotto il muscolo (piano sottomuscolare) il grande pettorale copre la protesi e ne maschera meglio i margini: è la scelta tipica nelle pazienti magre.

Oggi la soluzione più utilizzata è il dual plane, una via di mezzo: la parte alta della protesi è coperta dal muscolo (décolleté morbido) e la parte bassa è a contatto con la ghiandola (polo inferiore pieno). Non esiste un'opzione migliore in assoluto: dipende dalla tua anatomia, e in consulenza te lo spiego misure alla mano.

Come si svolge l'intervento?

Prima. Nella visita si prendono le misure, si valutano i tessuti, si fa una simulazione del risultato e si sceglie insieme la protesi. Seguono gli esami preoperatori (sangue, ECG), la visita anestesiologica e, se indicata, un'ecografia mammaria. Nelle settimane attorno all'intervento è importante non fumare.

Il giorno stesso. Si arriva a digiuno. Dopo il disegno preoperatorio fatto in piedi, si opera in anestesia generale oppure in anestesia locale con sedazione: la scelta si fa insieme all'anestesista, in base al tuo caso e alle tue preferenze. L'intervento dura mediamente 1-2 ore. Si crea la tasca, si posiziona la protesi e si verificano simmetria, forma e proiezione anche in posizione semiseduta. La sutura è a strati, con punti interni riassorbibili.

Dopo. È un intervento in day-hospital: nella maggior parte dei casi si torna a casa la sera stessa o il mattino dopo, con il reggiseno contenitivo già indossato.

Quanto dura il recupero, giorno per giorno?

Il recupero è rapido e prevedibile. Questi sono tempi medi: possono variare in base al piano scelto e a come rispondono i tuoi tessuti.

Giorni 1-3

Sensazione di tensione al petto e gonfiore, con picco al secondo giorno. Riposo relativo, braccia da non sollecitare, reggiseno contenitivo giorno e notte. Dolore ben controllato dai farmaci.

Giorni 3-7

Netto miglioramento: si riprendono le attività quotidiane leggere ed è possibile guidare tratti brevi. Si effettua il primo controllo di medicazione e, in questa finestra, la maggior parte delle pazienti torna al lavoro d'ufficio.

2-4 settimane

Ripresa piena della vita sociale. Il gonfiore cala e la tensione si attenua sensibilmente. Sono ancora da evitare sforzi con le braccia e il sollevamento di pesi.

Dalle 4 settimane

Ripresa graduale dell'attività sportiva, partendo dal cardio leggero; gli esercizi che coinvolgono i pettorali per ultimi. Termina il periodo di reggiseno contenitivo continuativo.

3 mesi

Le protesi si sono in gran parte assestate: il seno si è ammorbidito, è sceso nella sua posizione naturale e il polo inferiore si è arrotondato.

6-12 mesi

Forma definitiva e stabile. Le cicatrici continuano a schiarirsi e a maturare, fino a diventare sottili e poco evidenti.

Nelle prime settimane il seno appare più alto, più sodo e più «pieno» in alto rispetto a come sarà. È normale ed è temporaneo: le protesi devono assestarsi. Il risultato non si giudica nel primo mese.

Quando si vede il risultato definitivo?

Il volume si vede subito, la forma arriva dopo. Nelle prime settimane il seno è gonfio, teso e molto pieno in alto. Poi i tessuti si rilassano, le protesi scendono nella loro sede naturale e il polo inferiore si arrotonda.

È quello che i chirurghi chiamano assestamento e si completa in genere tra i 3 e i 6 mesi. Saperlo in anticipo toglie gran parte dell'ansia di quel periodo: il seno delle prime settimane non è quello finale.

Un risultato naturale dipende più dalla proporzione che dal volume. È il motivo per cui, in visita, a volte propongo un volume diverso da quello immaginato: non per ridimensionare un desiderio, ma perché quel seno, su quel torace, sarà più bello e durerà meglio nel tempo.

La protesi solleva anche un seno «caduto»?

No, ed è bene dirlo con chiarezza: la mastoplastica additiva aggiunge volume, non solleva. Se il capezzolo si trova sotto il solco sottomammario, la sola protesi accentuerebbe la caduta invece di correggerla.

In quei casi il risultato corretto si ottiene associando una mastopessi. Una volta assestato, il risultato è stabile e duraturo, ma il seno continua a essere influenzato da gravidanze, variazioni di peso e naturale invecchiamento dei tessuti.

Quali rischi devo conoscere?

La mastoplastica additiva è un intervento standardizzato e con un ottimo profilo di sicurezza, ma resta chirurgia. Queste sono le possibili complicanze, ed è giusto conoscerle prima e non dopo:

  • Ematoma o sieroma: raccolta di sangue o siero nella tasca, evenienza precoce e poco frequente, che in alcuni casi richiede un drenaggio.
  • Infezione: rara, prevenuta con profilassi antibiotica e tecnica a bassa manipolazione della protesi.
  • Contrattura capsulare: attorno a ogni protesi si forma naturalmente una capsula di tessuto; in una minoranza di casi si ispessisce e retrae, rendendo il seno più duro e modificandone la forma. È la complicanza tardiva più tipica dei dispositivi mammari.
  • Alterazioni della sensibilità del capezzolo, quasi sempre transitorie e in regressione nei mesi successivi.
  • Rottura dell'involucro o malposizionamento: eventi che possono comparire a distanza di anni e che si correggono con un intervento di sostituzione delle protesi.
  • BIA-ALCL: un raro linfoma che può svilupparsi nel tessuto attorno alla protesi. Si manifesta di solito con un gonfiore tardivo del seno, in media a sette-otto anni dall'impianto, ed è curabile: nella maggior parte dei casi basta rimuovere protesi e capsula.

Sul BIA-ALCL vale la pena un chiarimento, perché è il timore che sento più spesso. Il Ministero della Salute lo monitora dal 2015 con obbligo di segnalazione, e i numeri dicono che è davvero raro: a fine 2022 i casi notificati in Italia erano poco più di novanta.

La maggior parte ha riguardato protesi a superficie testurizzata, ma il comitato scientifico europeo SCHEER non ha rilevato prove di un nesso causale con un tipo specifico di protesi. Per questo né il Ministero né le società scientifiche raccomandano di rimuovere preventivamente le protesi in una paziente senza sintomi.

Ogni quanto vanno controllate le protesi?

Prima sfatiamo un mito: le protesi non hanno una scadenza e non si cambiano «ogni dieci anni» per principio. Si sostituiscono quando compare un problema o quando desideri modificare il risultato.

Quello che serve davvero è il controllo nel tempo, perché la rottura di una protesi in silicone è spesso silente, cioè non dà sintomi. La FDA raccomanda alle pazienti senza sintomi una prima ecografia o risonanza a 5-6 anni dall'intervento, poi un controllo ogni 2-3 anni.

In presenza di sintomi o di un'ecografia dubbia si passa alla risonanza. A tutto questo si affiancano le visite di controllo e la normale prevenzione senologica prevista per la tua età.

Mastoplastica additiva prima e dopo: casi reali

Trascina il cursore sull'immagine per confrontare il prima e il dopo. Sono casi reali operati dal Prof. Borriello.

Qui nell'articolo sono mostrati due confronti prima/dopo di casi reali.

Foto di pazienti reali pubblicate con consenso. I risultati sono individuali e variano da persona a persona.

Approfondisci l'intervento e i trattamenti correlati:

Domande frequenti sulla mastoplastica additiva

Quanto dura l'intervento di mastoplastica additiva?

L'intervento dura mediamente 1-2 ore e si esegue in anestesia generale oppure in anestesia locale con sedazione, in regime di day-hospital: nella maggior parte dei casi si rientra a casa la sera stessa o il mattino successivo. La permanenza complessiva in struttura, compresi preparazione e risveglio, è di poche ore.

Quanto dura il recupero e quando posso tornare al lavoro?

Le attività quotidiane leggere riprendono dopo 3-5 giorni e al lavoro d'ufficio si torna in genere tra il terzo e il settimo giorno. L'attività sportiva si riprende gradualmente dalle 4 settimane in poi, lasciando per ultimi gli esercizi che coinvolgono i pettorali. Il reggiseno contenitivo va indossato per circa 4-6 settimane per accompagnare l'assestamento delle protesi.

Fa male?

Meno di quanto si teme. Nelle prime 48 ore il fastidio dominante non è un vero dolore, ma una sensazione di tensione al petto, molto simile al giorno dopo un allenamento pettorali intenso. È ben controllata dai farmaci prescritti e cala nettamente dal terzo giorno.

Le protesi impediscono l'allattamento o gli esami di screening?

Nella grande maggioranza dei casi no: la protesi sta dietro la ghiandola o dietro il muscolo e non interrompe i dotti. Un dato però conta nella scelta della tecnica: una revisione sistematica del 2026 su Aesthetic Surgery Journal riporta un successo dell'allattamento dell'85,9% con l'incisione nel solco sottomammario contro il 63,1% con quella periareolare. È uno dei motivi per cui, in una paziente giovane che desidera figli, preferisco la via sottomammaria. Ecografia e mammografia si eseguono regolarmente: basta segnalare le protesi al centro, che userà le proiezioni dedicate.

Si capisce al tatto che ci sono le protesi?

Dipende soprattutto da quanto tessuto le copre. Con una buona copertura il seno risulta naturale al tatto e i margini della protesi non si percepiscono. Quando i tessuti sono sottili si preferiscono profili contenuti e il posizionamento dual plane, proprio per mascherare i bordi: è una delle valutazioni che si fanno in visita.

E se un domani volessi toglierle?

Si può fare, in qualsiasi momento. Le protesi si rimuovono con un intervento più semplice di quello di impianto, con o senza sostituzione. Il seno tornerà al volume precedente e l'aspetto finale dipenderà dall'elasticità della pelle: quando serve, la rimozione si associa a una mastopessi per ridefinire la forma.

Chi è la candidata ideale per la mastoplastica additiva?

Una donna in buona salute generale, con sviluppo mammario completato, che desidera aumentare o ripristinare il volume del seno e ha aspettative realistiche sul risultato. Le indicazioni più frequenti sono il seno poco sviluppato, la perdita di volume dopo gravidanze o dimagrimento e l'asimmetria mammaria. Se al calo di volume si associa una discesa del seno, l'indicazione corretta è una mastopessi con protesi: è uno dei punti che valutiamo in visita.

Come si prenota una consulenza?

La consulenza si prenota direttamente dal sito o telefonicamente presso lo studio del Prof. Borriello a Napoli. Durante la visita si prendono le misure del torace, si valutano tessuti ed eventuali asimmetrie, si esegue una simulazione del risultato e si sceglie insieme il tipo di protesi, la via di accesso e il piano di posizionamento più adatti al tuo caso.

Quanto dura l'intervento di mastoplastica additiva?

L'intervento dura mediamente 1-2 ore e si esegue in anestesia generale oppure in anestesia locale con sedazione, in regime di day-hospital: nella maggior parte dei casi si rientra a casa la sera stessa o il mattino successivo. La permanenza complessiva in struttura, compresi preparazione e risveglio, è di poche ore.

Quanto dura il recupero e quando posso tornare al lavoro?

Le attività quotidiane leggere riprendono dopo 3-5 giorni e al lavoro d'ufficio si torna in genere tra il terzo e il settimo giorno. L'attività sportiva si riprende gradualmente dalle 4 settimane in poi, lasciando per ultimi gli esercizi che coinvolgono i pettorali. Il reggiseno contenitivo va indossato per circa 4-6 settimane per accompagnare l'assestamento delle protesi.

Fa male?

Meno di quanto si teme. Nelle prime 48 ore il fastidio dominante non è un vero dolore, ma una sensazione di tensione al petto, molto simile al giorno dopo un allenamento pettorali intenso. È ben controllata dai farmaci prescritti e cala nettamente dal terzo giorno.

Le protesi impediscono l'allattamento o gli esami di screening?

Nella grande maggioranza dei casi no: la protesi sta dietro la ghiandola o dietro il muscolo e non interrompe i dotti. Un dato però conta nella scelta della tecnica: una revisione sistematica del 2026 su Aesthetic Surgery Journal riporta un successo dell'allattamento dell'85,9% con l'incisione nel solco sottomammario contro il 63,1% con quella periareolare. È uno dei motivi per cui, in una paziente giovane che desidera figli, preferisco la via sottomammaria. Ecografia e mammografia si eseguono regolarmente: basta segnalare le protesi al centro, che userà le proiezioni dedicate.

Si capisce al tatto che ci sono le protesi?

Dipende soprattutto da quanto tessuto le copre. Con una buona copertura il seno risulta naturale al tatto e i margini della protesi non si percepiscono. Quando i tessuti sono sottili si preferiscono profili contenuti e il posizionamento dual plane, proprio per mascherare i bordi: è una delle valutazioni che si fanno in visita.

E se un domani volessi toglierle?

Si può fare, in qualsiasi momento. Le protesi si rimuovono con un intervento più semplice di quello di impianto, con o senza sostituzione. Il seno tornerà al volume precedente e l'aspetto finale dipenderà dall'elasticità della pelle: quando serve, la rimozione si associa a una mastopessi per ridefinire la forma.

Chi è la candidata ideale per la mastoplastica additiva?

Una donna in buona salute generale, con sviluppo mammario completato, che desidera aumentare o ripristinare il volume del seno e ha aspettative realistiche sul risultato. Le indicazioni più frequenti sono il seno poco sviluppato, la perdita di volume dopo gravidanze o dimagrimento e l'asimmetria mammaria. Se al calo di volume si associa una discesa del seno, l'indicazione corretta è una mastopessi con protesi: è uno dei punti che valutiamo in visita.

Come si prenota una consulenza?

La consulenza si prenota direttamente dal sito o telefonicamente presso lo studio del Prof. Borriello a Napoli. Durante la visita si prendono le misure del torace, si valutano tessuti ed eventuali asimmetrie, si esegue una simulazione del risultato e si sceglie insieme il tipo di protesi, la via di accesso e il piano di posizionamento più adatti al tuo caso.

Una scelta informata è una scelta serena

La mastoplastica additiva dà grandi soddisfazioni quando è cucita sulla singola paziente: la protesi adatta a quella base mammaria, la via d'accesso giusta per quell'anatomia, il piano che valorizza quei tessuti. È nella pianificazione, più che in sala operatoria, che si decide la qualità del risultato.

Se sei ancora nella fase in cui stai valutando a chi affidarti, può esserti utile anche la guida su come scegliere il chirurgo plastico.

Se invece stai valutando un aumento del seno e vuoi capire quale sarebbe la soluzione più adatta a te, prenota una consulenza nel nostro studio a Napoli: analizziamo insieme le tue misure e i tuoi obiettivi, e definiamo un piano chiaro, con tempi e risultati realistici.

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Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non sostituisce in alcun modo il parere medico professionale, la diagnosi o il trattamento. Per qualsiasi dubbio o necessità di carattere medico, è fondamentale rivolgersi al proprio medico curante o a uno specialista qualificato.

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Pianifica il tuo intervento con il Prof. Borriello: in una consulenza privata prendiamo le misure, valutiamo i tessuti e scegliamo insieme la protesi, la via di accesso e il piano di posizionamento più adatti al tuo caso.

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