La sostituzione delle protesi mammarie è l'intervento di chirurgia plastica che rimuove le protesi esistenti e ne inserisce di nuove, per motivi estetici o medici. Nel corso degli anni, le esigenze della paziente possono cambiare, oppure possono verificarsi modifiche dei tessuti che rendono opportuna la sostituzione delle protesi. Sebbene le protesi moderne siano progettate per durare a lungo, la sostituzione è un intervento relativamente comune e meno invasivo rispetto alla mastoplastica iniziale, poiché la tasca protesica è già stata creata. Il chirurgo coglie l'occasione per valutare lo stato dei tessuti e ottimizzare il risultato estetico.
L'intervento prevede la rimozione delle protesi esistenti attraverso la stessa incisione utilizzata nell'intervento precedente (generalmente nel solco sottomammario), seguita da un'attenta valutazione della tasca protesica e dei tessuti circostanti. Se necessario, viene eseguita una capsulectomia — ovvero la rimozione parziale o totale della capsula fibrosa che l'organismo forma naturalmente intorno alla protesi. Successivamente vengono inserite le nuove protesi, eventualmente di taglia, forma o profilo diverso rispetto alle precedenti. In alcuni casi, il chirurgo può modificare il piano di posizionamento (ad esempio da sottoghiandolare a dual plane) per migliorare il risultato estetico.
La sostituzione può essere necessaria per diversi motivi, e il tipo di intervento viene adattato alla situazione specifica: • Sostituzione elettiva: per cambiare taglia (aumentare o diminuire il volume), forma (da rotonde ad anatomiche o viceversa) o profilo delle protesi in base alle nuove esigenze estetiche della paziente • Sostituzione per contrattura capsulare: quando la capsula fibrosa intorno alla protesi si ispessisce e si contrae, causando indurimento, dolore e deformazione del seno. Richiede capsulectomia associata • Sostituzione per rottura: in caso di danno accertato o sospetto alla protesi, diagnosticato tramite ecografia o risonanza magnetica • Sostituzione con mastopessi: quando, oltre alla sostituzione delle protesi, è necessario anche un sollevamento del seno per correggere la ptosi che si è sviluppata nel tempo
La sostituzione delle protesi è indicata nelle seguenti situazioni: • Protesi datate impiantate da oltre 10-15 anni, anche in assenza di sintomi, quando i controlli evidenziano segni di usura • Contrattura capsulare con indurimento, dolore o deformazione del seno • Rottura o sospetta rottura della protesi diagnosticata agli esami strumentali (ecografia o risonanza magnetica mammaria) • Desiderio di cambiare dimensione o forma delle protesi per adeguarsi a nuove esigenze estetiche o a cambiamenti del corpo • Insoddisfazione estetica per il risultato del precedente intervento • Malposizionamento delle protesi (scivolamento, rotazione di protesi anatomiche) • Rippling visibile (ondulature della protesi visibili attraverso la pelle)
L'intervento non è consigliato nei seguenti casi: • Gravidanza o allattamento in corso, per le stesse ragioni che controindicano qualsiasi intervento al seno in questa fase • Infezioni in corso, sia locali (nella zona mammaria) che sistemiche, che aumenterebbero significativamente il rischio di complicanze • Patologie della coagulazione non controllate • Condizioni di salute generali che rendono sconsigliabile un intervento chirurgico in anestesia generale
L'intervento dura 1-2 ore nella sostituzione semplice, ma può richiedere tempi più lunghi (2-3 ore) se viene associata una capsulectomia o una mastopessi. Generalmente viene eseguito in regime di day hospital, permettendo alla paziente di tornare a casa lo stesso giorno. Il recupero richiede 1-2 settimane ed è generalmente più rapido e meno doloroso rispetto al primo intervento, poiché i tessuti sono già adattati alla presenza delle protesi. È necessario indossare un reggiseno contenitivo per 3-4 settimane. Le attività quotidiane leggere possono riprendere dopo pochi giorni, mentre le attività sportive vanno evitate per almeno 3-4 settimane.
Sì, la sostituzione delle protesi viene eseguita in anestesia generale per garantire il massimo comfort alla paziente e permettere al chirurgo di lavorare con la precisione necessaria, soprattutto quando è richiesta una capsulectomia o un riposizionamento delle protesi. Come per tutti gli interventi in anestesia generale, viene effettuata una visita anestesiologica preliminare con esami preoperatori per verificare l'idoneità della paziente.
I risultati sono visibili immediatamente dopo l'intervento, con il seno che assume subito la nuova forma e dimensione. Il gonfiore post-operatorio è generalmente meno pronunciato rispetto al primo intervento. I risultati definitivi si apprezzano dopo 2-3 mesi, quando le nuove protesi si sono assestate nella tasca, il gonfiore si è completamente riassorbito e i tessuti si sono adattati. Se è stata eseguita anche una mastopessi, i tempi di stabilizzazione possono essere leggermente più lunghi (3-4 mesi).
Le protesi mammarie moderne in silicone coesivo non hanno una data di scadenza prestabilita e possono durare a lungo senza necessità di sostituzione. Non è più valido il vecchio concetto che le protesi vadano cambiate ogni 10 anni. Tuttavia, è consigliabile sottoporsi a un controllo ecografico annuale a partire dal decimo anno dall'impianto, per monitorare lo stato dell'involucro protesico e della capsula periprotesica. La sostituzione diventa necessaria solo in caso di complicanze (contrattura capsulare, rottura) o per desideri estetici della paziente. In assenza di problematiche, le protesi possono rimanere in sede per molti anni.
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